
La delibera di costituzione di una nuova Società per la cartolarizzazione degli immobili comunali è il pessimo segnale che il Comune è alla canna del gas.
Mancano le risorse per finanziare la spesa corrente e per le opere previste nel faraonico Piano delle Opere Pubbliche.
La fretta con la quale si è voluto approvare questo provvedimento è il segno di una debolezza estrema, è il segno che il comune è sull’orlo di un crisi finanziaria gravissima. La fretta è pessima consigliera e favorisce chi dispone di liquidità per acquistare sotto costo le proprietà comunali.
Si ipotizza di “valorizzare“ proprietà comunali rendendo edificabili aree agricole (via Adda): invece di utilizzare le sue proprietà a favore dei cittadini per parchi e servizi, il Comune le rende edificabili per far cassa, devastando il paesaggio e scarificando le aree agricole.
Anche le aree ex TPM ed ex Fossati & Lamperti verranno vendute anzichè utilizzarle per finalità pubbliche, per edilizia economica o convenzionata.
Sono in corso di assegnazioni fondi per l’housing sociale che vedranno escluso il Comune di Monza per indisponibilità di aree.
L’Amministrazione Mariani, invece che affrontare le difficoltà riducendo gli sprechi e le spese inutili (affittanze, rosoni nelle strade, vasi in centro storico ecc.), invece che rimandare opere pubbliche non indispensabili (acquisto e ristrutturazione palazzo ex Inam) aprendo una stagione di rigore sull’indispensabile, invece di promuovere la collaborazione di finanziamenti privati (project financing) o darsi da fare per raccogliere finanziamenti esterni (fondi europei), preferisce svendere il patrimonio comunale nel momento peggiore (mai i valori immobiliari sono stati così bassi) attivando una Società di cartolarizzazione al 100% comunale alla quale cedere gli immobili in cambio di pronta cassa per il Comune a fronte di accensione di ipoteche e di mutui a carico della Società.
In questo modo il Comune “esternalizza” l’indebitamento impoverendosi del patrimonio immobiliare con l’onere comunque di dover ripianare le perdite della Società qualora non riuscisse a realizzare le cessioni a terzi.
Siamo giunti, quindi, alla finanza creativa di Tremontiana ispirazione che la Giunta Mariani sceglie di imboccare con grave depauperazione del patrimonio comunale accumulato in decenni di buona amministrazione, lasciando in eredità debiti e casse vuote del Comune.
Dopo la svendita di Agam, Tpm, Ctnm, della Villa reale ai privati con il recente bando di gara che ne assegna la gestione per trent’anni, ecco che la Giunta Mariani corona la sua incapacità di governare la città con serietà, competenza, responsabilità.
Michele Faglia
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