Egregio direttore,
su “il Cittadino” del 12 novembre, l’ex assessore all’urbanistica Romani, con riferimento alla Variante al PGT ed in particolare al suo leit-motiv Cascinazza, dichiarava : “Ebbene, su quell’area la previsione è di un insediamento residenziale pari a 95mila metri cubi, meno della metà di quanto previsto dalla Giunta Faglia nella prima ipotesi di PGT”. Nulla di più falso e fuorviante.
Non so quale fosse la “prima ipotesi di Pgt” dato che la Giunta Faglia approvò un’unica proposta di PGT poi adottata in Consiglio comunale nel marzo 2007.
La verità, invece, è un’altra.
Il PGT prevede la possibilità di ristrutturare la Cascina (circa 37.000 mc.) oltre a poter condividere con altre proprietà contigue, con edificazione su lotti esterni all’area agricola e adiacenti all’abitato di san Donato, circa 45.000 metricubi di residenza oltre a 13.500 metri cubi di terziario in fregio a vile Fermi. In totale 58.500 metri cubi preservando integralmente le aree agricole.
La variante Romani, invece, prevede 534.000 metri cubi, pari a 100 palazzi di 5 piani, occupando a man bassa le aree agricole.
E’ utile ricordare come la sentenza della Corte Suprema di Cassazione n. 1754/07 del 7 dicembre 2006 abbia chiuso definitivamente il contenzioso, che si protraeva da quindici anni, a favore del Comune di Monza condannando la società IEI al rimborso delle spese legali e riconoscendo che nessun indennizzo o risarcimento del danno spettava alla proprietà.
Nonostante, quindi, nulla sia dovuto alla proprietà, che ha acquistato nel 1980 il terreno inedificabile a prezzo agricolo, si sta cercando, ora, con la Variante Romani, in ogni modo di riconoscere volumetrie aggiuntive di abnorme dimensione.
“Il Cittadino” ha reso pubblici i documenti della Variante, frutto di due anni e mezzo di lavoro con ingenti spese anche di consulenti esterni, che la Giunta Mariani non osa manifestare e continua a tenere chiusi nei cassetti.
Spalmare edificabilità ovunque per poter “nascondere” di edificare sull’area Cascinazza: questa è stata la illuminata strategia del neo urbanista Romani.
Ne è emerso come la Variante prefiguri uno scenario inquietante: il sacco della città di Monza.
Si vorrebbe riempire la città di nuove costruzioni su aree verdi ed agricole (totale circa 30 ettari, il 10% del territorio comunale con 3 milioni di metricubi pari a 500palazzi di cinque piani) per una Monza di oltre 200.000 abitanti.
Una devastazione, in cambio di qualche opera pubblica.
Utili a a chi? Non certo alle 600 famiglie che necessitano di una casa a basso costo.
Prima di consumare aree verdi, ci sono tante zone degradate da recuperare.
Questa è la vera priorità.
Monza presenta già grossi problemi di congestionamento del traffico e di inquinamento, non è condivisibile una saturazione così massiccia con le inevitabili conseguenze di peggioramento delle condizioni di vivibilità.
Non rimane che attuare una opposizione frontale contro questo scempio.
Nell’interesse generale.
Cordiali saluti.
Michele Faglia
martedì 17 novembre 2009
Lettera aperta di Michele Faglia a "Il Cittadino": La Variante inquietante di Romani
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